Proposta per sistema maggioritario

Introduzione del sistema elettorale maggioritario uninominale puro per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

Articolo 1.

(Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei Deputati)

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 (Testo Unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei Deputati):
a) all’articolo 1,

  1. il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. Il territorio nazionale è diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. Salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e fermo restando quanto disposto dall’articolo 2, nelle circoscrizioni del territorio nazionale sono costituiti collegi uninominali pari ai seggi da eleggere nelle circoscrizioni elettorali di cui alla tabella A allegata al presente testo unico, ripartiti in ciascuna circoscrizione sulla base della popolazione»;
  2. il comma 3 è abrogato;
  3. al comma 4, l’ultimo periodo è soppresso;

b) all’articolo 3, il comma 2 è abrogato;
c) all’articolo 4, al comma 2, le parole «, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale» sono soppresse;
d) all’articolo 14, il primo comma è sostituito dal seguente: «I partiti o i gruppi politici organizzati, che intendono presentare liste di candidati nei collegi uninominali, debbono depositare presso il Ministero dell’interno il contrassegno col quale dichiarano di voler distinguere le liste medesime nei singoli collegi uninominali.»
e) all’articolo. 17, al primo comma, le parole «delle liste di candidati nei collegi plurinominali e» sono soppresse;
f) all’articolo 18-bis:

  1. il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. La dichiarazione di presentazione delle liste di candidati per l’attribuzione dei seggi nei collegi uninominali deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nel medesimo collegio o, in caso di collegio compreso in un unico comune, iscritti nelle sezioni elettorali di tale collegio. Ciascuna lista deve presentare candidature in almeno due terzi dei collegi della circoscrizione, a pena di inammissibilità. In caso di scioglimento della Camera dei deputati che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, il numero delle sottoscrizioni è ridotto alla metà. Le sottoscrizioni devono essere autenticate da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53. La candidatura deve essere accettata con dichiarazione firmata ed autenticata da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53. Per i cittadini residenti all’estero l’autenticazione della firma deve essere richiesta ad un ufficio diplomatico o consolare.»;
  2. al comma 2-bis, il secondo periodo è soppresso;
  3. il comma 3 è abrogato;
  4. al comma 3.1, il secondo periodo è soppresso;
  5. il comma 3-bis è abrogato;

g) all’articolo 19,

  1. al comma 1, le parole «plurinominali o» sono soppresse;
  2. i commi 2 e 4 sono abrogati;
  3. al comma 5, le parole «plurinominale o» sono soppresse;

h) all’articolo 20, al primo comma, le parole «Le liste dei candidati nei collegi plurinominali e» sono soppresse;
i) all’articolo 21, le parole «delle liste di candidati nei collegi plurinominali presentate,» sono soppresse;
l) all’articolo 22,

  1. al primo comma, il numero 3) è sostituito dal seguente: «3) verifica se le liste siano state presentate in termine e siano sottoscritte dal numero di elettori prescritto, dichiarandole non valide se non corrispondono a queste condizioni;»;
  2. al primo comma, il numero 6-bis) è sostituito dal seguente: «6-bis) comunica i nomi dei candidati in ciascun collegio uninominale all’Ufficio centrale nazionale, il quale verifica la sussistenza dei requisiti di cui agli articoli 18-bis, comma 3.1, e 19 e comunica eventuali irregolarità agli Uffici centrali circoscrizionali; »;
  3. al primo comma, il numero 6-ter) è abrogato;
  4. al secondo comma, le parole «e delle modificazioni da questo apportate alla lista» sono soppresse;

m) all’articolo 24, al primo comma,

  1. il numero 2) è sostituito dal seguente: «2) stabilisce, mediante un unico sorteggio da effettuarsi alla presenza dei delegati di lista, il numero d’ordine da assegnare, in tutti i collegi della circoscrizione, alle coalizioni e alle liste non collegate e ai relativi contrassegni, nonché, per ciascuna coalizione, l’ordine dei contrassegni, comprese le liste presentate con le modalità di cui all’articolo 18-bis, comma 1-bis, ultimo periodo, che sono inserite, ai fini di cui al periodo successivo, in un più ampio riquadro che comprende anche le altre liste collegate. I contrassegni di ciascuna lista, unitamente ai nominativi dei candidati nei collegi uninominali, sono riportati sulle schede di votazione e sui manifesti secondo l’ordine progressivo risultato dal suddetto sorteggio); »;
  2. al numero 5), la parola «plurinominali» è soppressa;

n) all’articolo 30, al primo comma, al numero 4), le parole «le liste dei candidati del collegio plurinominale e» sono soppresse;
o) all’articolo 31,

  1. al comma 1, le parole «con le caratteristiche essenziali del modello descritto nelle tabelle A-bis e A-ter allegate al presente testo unico» sono soppresse;
  2. al comma 2, il secondo periodo è soppresso;
  3. al comma 3, le parole «nonché i nomi e i cognomi dei candidati nel collegio plurinominale» sono soppresse;
  4. al comma 4, le parole «nonché i nomi e i cognomi dei candidati nel collegio plurinominale» Sono soppresse;
  5. il comma 5 è abrogato;

p) all’articolo 48, al primo comma, al secondo e al terzo periodo, la parola “plurinominale.” è soppressa;
q) all’artico 53, al primo comma, la parola “plurinominale” è soppressa;
r) all’articolo 58, i primi tre commi sono sostituiti dal seguente: «Riconosciuta l’identità personale dell’elettore, il presidente estrae dalla cassetta o scatola una scheda e, annotato il codice progressivo alfanumerico del tagliando antifrode, la consegna all’elettore opportunamente piegata insieme alla matita copiativa. L’elettore, senza che sia avvicinato da alcuno, esprime il voto tracciando con la matita sulla scheda un segno, comunque apposto, sul rettangolo contenente il contrassegno della lista. Il voto è valido ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale. Nei casi in cui il segno sia tracciato solo sul nome del candidato nel collegio uninominale, i voti sono validi ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale»;
s) all’articolo 59-bis, i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

  1. Se l’elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nome e il cognome del candidato nel collegio uninominale e sul rettangolo contenente il contrassegno della lista, il voto è comunque valido ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale.
  2. Se l’elettore traccia un segno sul contrassegno, il voto è considerato valido ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale.»;

t) all’articolo 68,

  1. al comma 3, al quarto periodo, le parole «dei voti di ciascuna lista e» sono soppresse;
  2. al comma 3-bis, le parole «i voti di lista e» sono soppresse;

u) all’articolo 69, il secondo periodo è soppresso;
v) all’articolo 71,

  1. al primo comma, al numero 2), le parole «dei voti di lista e» sono soppresse;
  2. al secondo comma, le parole «per le singole liste e» sono soppresse;

z) all’articolo 77, al primo comma, le lettere c) d), e) f) g), h), i) e l) sono abrogate;
aa) gli articoli 83, 83-bis, 84 e 85 sono abrogati;
bb) all’articolo 86, i commi 1 e 2 sono abrogati;
cc) all’articolo 106, al primo comma, le parole «o più di una lista di candidati» sono soppresse;
dd) le tabelle A-BIS e A-TER sono soppresse.

Articolo 2.

(Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica)

1. Al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, recante testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1,

  1. il comma 2 è sostituito dal seguente: «2 Il territorio nazionale è suddiviso in collegi uninominali. Fatti salvi i collegi uninominali delle regioni che eleggono un solo senatore, i collegi uninominali sono ripartiti nelle altre regioni proporzionalmente alla rispettiva popolazione. In tali collegi uninominali risulta eletto il candidato che ha riportato il maggior numero di voti validi.»;
  2. i commi 2-bis, 2-ter e 4 sono abrogati;

b) all’articolo 2, le parole «e in collegi plurinominali.» sono soppresse;
c) all’articolo 9,

  1. al comma 2, le parole «di candidati per l’attribuzione dei seggi nei collegi plurinominali» e le parole «compresi nel collegio plurinominale,» sono soppresse;
  2. il comma 4 è abrogato;
  3. al comma 4-bis, il secondo periodo è soppresso;

d) all’articolo 10,

  1. al comma 5, le parole «delle liste di candidati» sono soppresse;
  2. al comma 6, le parole «di liste o» sono soppresse;

e) all’articolo 11,

  1. al comma 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente: «a) stabilisce, mediante un unico sorteggio da effettuarsi alla presenza dei delegati di lista, il numero d’ordine da assegnare, in tutti i collegi della circoscrizione regionale, alle coalizioni e alle liste non collegate e ai relativi contrassegni, nonché, per ciascuna coalizione, l’ordine dei contrassegni. I contrassegni, unitamente ai nominativi dei candidati nei collegi uninominali, sono riportati sulle schede di votazione e sui manifesti secondo l’ordine progressivo risultato dal suddetto sorteggio;»;
  2. alla lettera c), numero 1), le parole «delle liste» sono soppresse;
  3. al comma 3, il secondo periodo è soppresso;

f) all’articolo 14, i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

  1. L’elettore, senza che sia avvicinato da alcuno, esprime il voto tracciando con la matita sulla scheda un segno, comunque apposto, sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e il nominativo del candidato nel collegio.
  2. Nei casi in cui il segno sia tracciato solo sul nome del candidato nel collegio uninominale, il voto è valido.»;

g) all’articolo 16, al comma 1, le lettere c), d), e), f) g), h), i) ed l) sono abrogate;
h) gli articoli 16-bis, 17 e 17-bis sono abrogati;
i) all’articolo 19, il comma 2 è abrogato;
j) le tabelle A e B sono soppresse.

Articolo 3.

(Modifiche alla legge 27 maggio 2019, n. 51)
Alla legge 27 maggio 2019, n.51, all’articolo 3:

a) alla rubrica, le parole «e plurinominali» sono soppresse;
b) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.»
c) al comma 2,

  1. all’alinea, le parole «dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale di cui al medesimo comma 1,» sono soppresse;
  2. alla lettera a), al n. 2), la parola «b),» è soppressa;
  3. alla lettera b), al n. 2), la parola «b),» è soppressa.

Articolo 4

(Modifiche alla legge 3 novembre 2017, n. 165)
Alla legge 3 novembre 2017, n. 165, , sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al Titolo le parole «e dei collegi plurinominali» sono soppresse;
b) all’articolo 3,

  1. alla rubrica, le parole «e dei collegi plurinominali» sono soppresse;
  2. i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:
    «1. Per l’elezione della Camera dei deputati, il Governo è delegato ad adottare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali nell’ambito di ciascuna circoscrizione di cui alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, come sostituita dalla presente legge, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:
    a) nelle circoscrizioni del territorio nazionale per l’elezione della Camera dei deputati sono costituiti collegi uninominali. Tra le circoscrizioni del territorio nazionale, di cui alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, come sostituita dalla presente legge, i collegi uninominali sono ripartiti in numero proporzionale alla rispettiva popolazione determinata sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione, come riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell’Istituto nazionale di statistica;
    b) la popolazione di ciascun collegio uninominale può scostarsi dalla media della popolazione dei collegi uninominali della circoscrizione di non oltre il 20 per cento in eccesso o in difetto;
    c) nella formazione dei collegi uninominali sono garantite la coerenz del bacino territoriale di ciascun collegio, tenendo altresì conto delle unità amministrative su cui insistono e, ove necessario, dei sistemi locali, e, di norma, la sua omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonchè la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari. I collegi uninominali, di norma, non possono dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi. Nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai principi e criteri direttivi di cui al presente comma, deve tenere conto dell’esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi.
    d) nella circoscrizione Friuli Venezia Giulia uno dei collegi uninominali è costituito in modo da favorire l’accesso alla rappresentanza dei candidati che siano espressione della minoranza linguistica slovena, ai sensi dell’articolo 26 della legge 23 febbraio 2001, n. 38.
    2. Il Governo è delegato a determinare, con il medesimo decreto legislativo di cui al comma 1, i collegi uninominali ai fini dell’elezione del Senato della Repubblica, nell’ambito di ciascuna regione, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:
    a) nelle regioni del territorio nazionale per l’elezione del Senato della Repubblica sono costituiti collegi uninominali. . Nelle regioni i collegi uninominali sono ripartiti in numero proporzionale alla rispettiva popolazione determinata sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione, come riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell’Istituto nazionale di statistica;
    b) la popolazione di ciascun collegio uninominale può scostarsi dalla media della popolazione dei collegi uninominali della circoscrizione di non oltre il 20 per cento in eccesso o in difetto;
    c) nella formazione dei collegi uninominali sono garantite la coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio e, di norma, la sua omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonché la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari. I collegi uninominali, di norma, non possono dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi. Nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai principi e criteri direttivi di cui al presente comma, deve tenere conto dell’esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi;
    d) nella regione Friuli Venezia Giulia uno dei collegi uninominali è costituito in modo da favorire l’accesso alla rappresentanza dei candidati che siano espressione della minoranza linguistica slovena, ai sensi dell’articolo 26 della legge 23 febbraio 2001, n. 38.»;
  3. Il comma 6 è sostituito dal seguente:
    «6. Il Governo aggiorna con cadenza triennale la composizione della commissione nominata ai sensi del comma 3. La commissione, in relazione alle risultanze del censimento generale della popolazione, formula indicazioni per la revisione dei collegi uninominali, secondo i criteri di cui al presente articolo, e ne riferisce al Governo. Per la revisione dei collegi uninominali il Governo presenta un disegno di legge alle Camere.».

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