PFAS. BOTTACIN: “CONSIGLIERE BERTI STUDI PRIMA DI PARLARE, REGIONE VENETO HA POSTO LIMITI AUTONONAMENTE, ATTENDIAMO ANCORA CHE IL MINISTRO COSTA DECIDA”

 

Venezia, 30 mag – In relazione a quanto sostenuto in un’intervista ad un quotidiano Veneto dal consigliere regionale Jacopo Berti (“Aggiungo che non sempre la Lega ha fatto buon uso dell’autonomia già disponibile: penso … alla contaminazione da pfas, dove la Regione aveva la facoltà di fissare delle soglie limite nelle acque, ma non l’ha mai fatto”) l’Assessore Regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin precisa quanto segue:
“Forse è il caso che il consigliere Berti si metta a studiare prima di rilasciare certe dichiarazioni. La materia ‘tutela dell’ambiente’ è di esclusiva legislazione statale, quindi, ad oggi, non esiste nessuna autonomia legislativa regionale su questo.
Nonostante ciò la Regione del Veneto, non potendolo fare attraverso l’emanazione di una legge, ha posto i limiti con atti amministrativi. E avendo scelto questa strada ci siamo esposti a 43 ricorsi da parte delle aziende.
Se il consigliere Berti ed il movimento al quale appartiene vogliono sostenere un ambiente pulito, in questo momento, hanno due possibilità: o ci danno l’autonomia su questa materia oppure il ministro Costa finalmente fissa limiti nazionali sui PFAS come la Regione del Veneto sta chiedendo da almeno due anni.
Il consigliere Berti, forse, potrebbe rivolgersi direttamente al suo ministro Costa, chiedendogli quante lettere abbiamo inviato e richieste abbiamo avanzato prima che si decidesse a convocare un tavolo per mettere limiti nazionali ai PFAS e alle nuove sostanze. Tavolo nazionale non ancora convocato, nonostante gli annunci. E vogliamo parlare del presidente della Commissione Ecoreati che da mesi rifiuta di incontrarmi e poi accetta di incontrare, non si sa bene a quale titolo, i rappresentanti del Comitato delle mamme no PFAS?
Il consigliere Berti, se vuole fare qualcosa di utile per i concittadini veneti, chieda al ministro Costa di firmare il decreto che pone limiti zero ai PFAS, come fatto due anni fa dal Veneto”.