Infrastrutture – Rizzotto (Zaia Presidente) e Finco (Lega Nord): “La TAV del Veneto non finisca su un binario morto”

(Arv) Venezia 31 lug. 2018 – “Il potenziamento, lo sviluppo della rete ferroviaria e la realizzazione della rete dell’Alta Velocità – Alta Capacità Ferroviaria (TAV), sono di straordinario rilievo per il sistema di mobilità, delle comunicazioni e per i processi di sviluppo economico e produttivo dell’Italia ed in particolare di un’area, quella della Val Padana, che da sola produce circa il 70% del PIL nazionale. Ma la TAV non può rimanere bloccata dinanzi alla porta d’ingresso del Veneto: infatti, mentre in Lombardia questa infrastruttura fa il suo ingresso a Brescia a binari quadruplicati, l’analogo potenziamento della tratta che dovrebbe penetrare nel Veneto attraversando prima Verona e poi Padova non gode ancora delle stesse certezze lombarde. Su questo argomento, intendiamo dare un segnale preciso al Governo, un invito ad intervenire affinché si proceda con la massima urgenza al completamento dei lavori della TAV, coinvolgendo non solo i Parlamentari eletti in Veneto, ma anche i Presidenti delle Regioni Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia”. Sono le affermazioni di Silvia Rizzotto, Capogruppo di Zaia Presidente in Consiglio regionale del Veneto, che con il Capogruppo della Lega Nord Nicola Finco ha presentato su questo argomento una Mozione. “I ritardi nella realizzazione della Tav Torino-Lione – sottolineano i Capigruppo – stanno infatti mettendo a rischio anche i contributi dell’Unione europea per un’opera che unanimemente rappresenta un intervento di importanza strategica. Ma chi rischia di più nell’ambito del ben più vasto ed ambizioso piano europeo denominato “Corridoio 5”, la grande tratta ferroviaria ad alta velocità tra Sud della Spagna fino all’Ucraina, è il Veneto che rischia di essere il collo di bottiglia, la strozzatura, l’anello mancante, il binario morto dell’Alta Velocità in Italia”. “La TAV – concludono – non può essere fermata alle porte del Veneto: la nostra regione, il nostro territorio e le nostre comunità perderebbero una chance eccezionale in termini di lavoro, di progresso e di modernizzazione”.